Liberi di crederci è un'idea, uno slancio, un sogno

L'idea di una classe dirigente che abbia i piedi ben piantati nel territorio, il cuore rivolto verso gli ultimi ed i bisognosi e la testa pronta ad accogliere e rilanciare le sfida del cambiamento.

Lo slancio di una classe dirigente giovane e preparata, animata dalla irrefrenabile voglia di sviluppare e rendere finalmente libera la nostra Sicilia.

Il sogno di una classe dirigente che sappia interpretare la voglia di riscatto di questa Terra con la consapevolezza che tale cambiamento potrà realizzarsi solo e soltanto attraverso la costituzione di un forte, grande ed aperto Partito dei Siciliani.

Liberi di crederci oggi è realtà grazie all'appassionato impegno di decine di giovani e competenti amministratori, quotidianamente impegnati nei nostri comuni affinché sperperi, inefficienze e prepotenze vengano travolti da una politica credibile, trasparente e partecipata.
È così maturata la convinzione di dover dare una svolta decisiva e concreta a questo nostro progetto: la candidatura di Toti Lombardo si pone come traguardo di ciò che finora si è fatto nonché come punto d'inizio di una nuova sfida.

Toti Lombardo, ventitreenne studente di giurisprudenza, è stato fin da adolescente impegnato in prima linea nelle attività politiche studentesche, promuovendo diverse associazioni e movimenti estranei ai rigidi steccati dei partiti dimostrando sempre l'umiltà e la preparazione necessaria per accogliere questa straordinaria sfida.
Noi insieme a lui apriamo la nostra proposta politica a tutti voi sicuri che essa sia adeguata ed avvincente per poterci dire davvero e finalmente "Liberi di Crederci"!

liberi di crederci




Siamo tutti LIBERI DI CREDERCI


Toti Lombardo | Elezioni Sicilia 2012 | Candidati Sicilia | Elezioni Regionali Sicilia | Regionali Sicilia 2012 | Candidati Regionali Sicilia | Elezioni Regionali 2012 .
Il governatore uscente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, ha lanciato in politica il figlio 23enne. Proprio come aveva fatto Umberto Bossi con Renzo. "Ma non chiamatemi trota", dice a Radio capital Toti Lombardo. "Mi sento più un pesce spada".
La notizia buona è che Toti Lombardo non è affatto il Trota. E’ sveglio,  diligente, di buone maniere e pare che abbia ereditato anche le furbizie paterne (ma è troppo presto per dirlo). Di sicuro non ha niente a che vedere con il rampollo del Senatur. Può accadere che”rubi” il mestiere al padre, piuttosto che ne provochi la rovina politica, com’è accaduto con il “Trota”.
Bisogna prendere allora atto di un dato: le polemiche che hanno travolto il leader del Carroccio Bossi (suo figlio Renzo fu eletto al consiglio regionale della Lombardia nel 2010, stesso caso di Lombardo) non hanno inibito i colleghi politici nel lanciare l’ascesa dei loro ragazzi. E c’è da sperare che Toti mostri abilità ben più onorevoli – è proprio caso di dire – del Trota padano. Ritrovarci con un nuovo figlio di papà impacciato sulla scena sarebbe l’ultima cocente delusione della casta già tartassata per gli sprechi e l’inefficienza.
Negli ultimi tempi è riuscito a far eleggere una pattuglia di consiglieri comunali in ogni angolo della provincia di Catania, lo zio onorevole Angelo stravede per lui. “Gode della simpatia nell'ambito dei suoi amici -diceva il padre- ha un gruppo di giovani molto bravi attorno a sé, è un tipo che lega parecchio, è un ragazzo in gamba, preparato...”. L'obiettivo, alla portata dei Lombardo, è superare le 20mila preferenze e Toti, secondo quello che pensa il padre, noto collettore di preferenze, ha addirittura una marcia in più: “lo ritengo molto più aperto, io ero un tipo timidissimo e chiuso.